A Piedi Intorno a Venzone: Cinque Percorsi per Scoprire il Friuli che Non ti Aspetti
Photo: Jakub Hałun, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Ci sono luoghi che si capiscono solo camminandoci dentro. Venzone è uno di questi. Certo, il centro storico medievale merita ogni minuto che gli si dedica — le mura, il Duomo, i vicoli acciottolati — ma il territorio che lo circonda è altrettanto ricco, e spesso molto meno frequentato. Valli laterali, creste panoramiche, borghi abbandonati dal terremoto del '76, boschi di faggio che sembrano usciti da una fiaba nordica: tutto questo è a portata di scarpe da trekking.
Ecco cinque percorsi che consigliamo con convinzione, da quelli adatti a tutta la famiglia a quelli che richiedono un po' più di allenamento.
1. Il Giro delle Mura e del Tagliamento — Facile, 1h30
Dislivello: quasi nullo | Lunghezza: circa 5 km | Adatto a: tutti, bambini inclusi
Il punto di partenza ideale per chi arriva a Venzone per la prima volta. Si inizia dall'ingresso principale del borgo, si percorre il perimetro delle mura medievali (ancora in ottime condizioni, grazie alla ricostruzione post-sisma), e poi si scende verso le sponde del Tagliamento.
Il fiume è uno spettacolo in sé: largo, ghiaioso, con le sue isole mobili che cambiano posizione ad ogni piena. Camminare lungo le rive significa osservare un ecosistema fluviale ancora intatto, con aironi, cormorani e — se siete fortunati — il martin pescatore che sfreccia sull'acqua come un gioiello azzurro.
Consiglio pratico: portate qualcosa da mangiare e fermatevi sulle ghiaie per un picnic. Il silenzio e la vista sulle montagne valgono da soli il viaggio.
2. Salita al Monte San Simeone — Moderato, 3h30
Dislivello: circa 700 m | Lunghezza: 9 km | Adatto a: escursionisti con un minimo di esperienza
Il Monte San Simeone è la sentinella di Venzone: lo si vede da ogni angolo del borgo, e salirci significa ripagare quella familiarità con una vista straordinaria. In cima, i resti di una cappella dedicata al santo e un panorama che abbraccia la piana del Friuli, le Alpi Carniche e, nelle giornate limpide, persino un pezzo di Slovenia.
Il sentiero parte dalla frazione di Portis e sale con regolarità attraverso boschi misti, prati aperti e qualche tratto più ripido vicino alla vetta. La flora è varia e interessante: in primavera trovate orchidee selvatiche, in estate la lavanda spontanea profuma i versanti esposti al sole.
Attenzione: il percorso non è segnalato in modo impeccabile in tutti i punti. Conviene scaricare la traccia GPS prima di partire e non affidarsi solo ai cartelli.
3. Il Sentiero dei Borghi Perduti — Moderato, 2h45
Dislivello: 350 m | Lunghezza: 7 km | Adatto a: chi ama la storia oltre che la natura
Questo è forse il percorso più emozionante dal punto di vista storico. Il terremoto del 1976 ha lasciato sul territorio una serie di borghi abbandonati o parzialmente ricostruiti, e camminarci in mezzo è un'esperienza che fa riflettere.
Il sentiero collega alcune di queste frazioni, passando tra case diroccate dove la vegetazione ha ripreso possesso degli spazi, vecchie fontane ancora funzionanti, muretti a secco che delimitano campi ormai inselvatichiti. Non è un percorso malinconico: è una lezione di storia viva, un modo per capire cosa significa ricostruire una comunità dopo una catastrofe.
Alcuni abitanti sono tornati, altri no. Le storie che circolano in queste contrade — raccolte da chi si ferma a chiacchierare — valgono da sole il percorso. Fermatevi, salutate, accettate se vi offrono qualcosa da bere.
4. L'Anello del Bosco di Osoppo — Facile-Moderato, 2h
Dislivello: 180 m | Lunghezza: 6 km | Adatto a: famiglie con bambini over 8, amanti del birdwatching
A pochi chilometri da Venzone, la Riserva Naturale del Bosco di Osoppo è uno di quei posti che i friulani tengono un po' per sé. Un bosco planiziale di quercia e carpino, con stagni, aree umide e una biodiversità sorprendente per essere così vicino alla pianura.
Il sentiero ad anello è ben segnalato e adatto anche ai meno esperti. In primavera e autunno è un paradiso per il birdwatching: aironi, anatre selvatiche, picchi e molti altri uccelli frequentano le zone umide. Portate il binocolo se ne avete uno.
Nella riserva vige il divieto di raccogliere piante o disturbare la fauna: una regola giusta, che vale la pena rispettare con convinzione.
5. La Cresta della Val Resia — Impegnativo, 5h
Dislivello: 900 m | Lunghezza: 13 km | Adatto a: escursionisti esperti e allenati
Per chi vuole davvero mettersi alla prova, la Val Resia offre uno dei paesaggi più selvaggi e affascinanti dell'intero Friuli. Questa valle laterale, abitata da una comunità slava con lingua e tradizioni proprie, è rimasta ai margini del turismo di massa e conserva un'atmosfera fuori dal tempo.
Il percorso sulla cresta è lungo e impegnativo, con tratti esposti che richiedono attenzione e buone condizioni meteo. La ricompensa, però, è proporzionata alla fatica: creste erbose, fiori alpini, marmotte che vi osservano incuriosite e, sullo sfondo, le Alpi Giulie che si confondono con il cielo.
Consiglio fondamentale: partite presto (entro le 7 in estate) per evitare i temporali pomeridiani, tipici delle montagne friulane. Portate vestiario a strati, cibo sufficiente e non sottovalutate il percorso anche se siete in forma.
Prima di Partire: Qualche Indicazione Pratica
Indipendentemente dal percorso scelto, alcune regole valgono sempre. Controllate le previsioni meteo la sera prima — in montagna il tempo può cambiare in fretta. Dite a qualcuno dove andate e a che ora prevedete di rientrare. Portate acqua a sufficienza, uno spuntino energetico e un kit di pronto soccorso minimo.
Per quanto riguarda le mappe, il sito del CAI (Club Alpino Italiano) offre tracce scaricabili gratuitamente per molti di questi percorsi. Le sezioni locali di Gemona e Udine sono punti di riferimento preziosi per chi vuole informazioni aggiornate sullo stato dei sentieri.
E una volta tornati in paese, stanchi e soddisfatti? Beh, Venzone ha i suoi locali, le sue osterie, i suoi prodotti tipici. Il Friuli sa come ricompensare chi lo esplora con rispetto.